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Festschrift

Nella tradizione accademica, quando un professore di una certa fama e livello intellettuale va in pensione, viene spesso redatto e pubblicato un volume celebrativo (detto Festschrift) della sua figura di uomo e di scienziato. È accaduto così anche per Franco Fabbro, uno dei maggiori vanti scientifici del nostro Friuli, che è stato omaggiato e festeggiato il 24 giugno scorso. E da scienziato e uomo sempre piuttosto schivo dei cerimoniali accademici pomposi, Fabbro ha scelto come “location” di questa giornata non un’aula universitaria, bensì la bellissima Osteria Ca’ Marian di Faugnacco. La giornata era infatti divisa in due momenti: uno scientifico e rievocativo della carriera accademica di Fabbro, e uno prettamente conviviale con un’ottima e partecipata cena.

 

La parte scientifica, durata quasi tre ore, ha visto alternarsi le testimonianze di molti collaboratori scientifici e non di Fabbro i quali hanno brevemente ricordato il loro legame umano e/o di ricerca scientifica con il neuroscienziato di Pozzuolo. Queste testimonianze si riferivano al contributo che ognuno di questi oratori ha dato al “Festschrift”, volume edito da Mimesis e che è stato donato a Fabbro e a tutti i presenti.

 

Il libro, che si intitola “Le vie della conoscenza. Riflessioni sull’attività di ricerca in ambito umanistico e scientifico”, è davvero una bellissima raccolta di testimonianze e contributi di riflessione scientifica che ovviamente hanno al centro Franco Fabbro e da cui emerge una figura di scienziato di cultura enciclopedica che spazia dalla medicina alla filosofia, dalla teologia all’epistemologia, dalla letteratura al cinema, e una persona di enorme sensibilità ed empatia umana. Il libro, preziosissimo strumento per conoscere sia l’attività scientifica di Fabbro sia il suo spessore umano, è stato curato da due dei suoi più recenti collaboratori, Marco D’Agostini e Cristiano Crescentini, che hanno raccolto questi 25 contributi anteponendovi una loro introduzione e chiudendo l’opera con un sintetico ma estremamente puntuale ritratto dell’uomo e dello scienziato Franco Fabbro.

 

Dopo gli interventi degli autori dei contributi e di altri amici e collaboratori di Fabbro, lo stesso scienziato e filosofo ha voluto non solo ringraziare i presenti, ma anche ripercorrere brevemente i momenti salienti della sua carriera, senza lesinare anche alcune precise e fondate critiche sia al sistema sanitario sia a quello educativo italiano, che purtroppo peccano in più punti non solo di povertà intellettuale, ma soprattutto di sensibilità umana. Questa parte accademica della giornata si è conclusa con due contributi musicali, uno di Lino Straulino, celebre musicista friulano, che ha suonato e cantato una delle sue migliori composizioni, e uno di chi scrive questo articolo che, utilizzando la musica di “Balla Linda” di Lucio Battisti, ma cambiando il testo di Mogol e adattandolo ironicamente a Fabbro, ha suonato e cantato “Scrivi Franco”, che vuole essere anche un ovvio invito a Fabbro a continuare la sua opera di scrittore di quei saggi scientifici e filosofici che lo hanno reso celebre anche a un pubblico ben più ampio di quello meramente accademico.

 

Esaurita questa prima parte, i presenti hanno concluso la giornata a tavola nell’Osteria Ca’ Marian, dove comunque oltre alle ottime pietanze non sono mancate belle e profonde chiacchierate tra i commensali e tra questi e il festeggiato. Una giornata quindi indimenticabile per chi ha avuto la fortuna di essere presente e per esprimere la propria vicinanza affettiva e intellettuale a Franco Fabbro, davvero “un uomo umano”, come avrebbe detto il grande Totò.

Francesco de Stefano